Zaha Hadid nasce a Baghdad nel 1950 in una famiglia colta e progressista; si trasferisce a Londra nel 1972 per studiare alla Architectural Association School of Architecture, dove ha come docenti Rem Koolhaas ed Elia Zenghelis, con cui poi lavora nello studio OMA prima di aprire un proprio studio nel 1980. Per oltre un decennio la sua produzione resta prevalentemente teorica e pittorica: i primi progetti costruiti arrivano solo negli anni '90 (la stazione dei vigili del fuoco Vitra a Weil am Rhein, 1993), dopo anni in cui viene considerata un'"architetto di carta" per l'audacia geometrica dei suoi disegni, spesso ispirati al Suprematismo russo. Nel 2004 diventa la prima donna a vincere il Pritzker Prize, il massimo riconoscimento internazionale per l'architettura. Le sue opere più note — il MAXXI di Roma, il Centro Heydar Aliyev di Baku, l'Opera di Guangzhou, il centro acquatico di Londra per le Olimpiadi 2012 — sono caratterizzate da forme fluide e continue, ottenute anche grazie a un uso pionieristico della modellazione parametrica al computer. Estende questo linguaggio anche al design di prodotto, disegnando mobili e oggetti per aziende come Sawaya & Moroni ed Established & Sons. Muore improvvisamente a Miami nel 2016; resta una delle figure più influenti dell'architettura contemporanea per aver dimostrato che forme concepite come pura sperimentazione grafica potevano diventare edifici reali.
Designer
Zaha Hadid
1950–2016