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Pier Giacomo Castiglioni

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Pier Giacomo Castiglioni
1913–1968

Pier Giacomo Castiglioni si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1937 e apre lo studio con i fratelli Livio e Achille, diventando negli anni '50 il complemento ideale del più giovane Achille: dove uno osservava e ironizzava, l'altro strutturava e tecnicizzava l'idea fino al prototipo funzionante. Insieme firmano oggetti diventati icone assolute del design del Novecento: la lampada Arco, pensata per portare la luce a soffitto senza forare il soffitto stesso, appesa a un braccio d'acciaio contrappesato da un blocco di marmo; la Mezzadro, sgabello ricavato da un sedile da trattore; la Toio, lampada da terra costruita con un riflettore da fari d'automobile. Il loro lavoro comune si estende anche all'architettura d'interni e all'allestimento di mostre, campo in cui erano entrambi estremamente ricercati. Pier Giacomo cura in particolare gli aspetti tecnici e costruttivi dei progetti comuni, portando avanti un'idea di design come soluzione ingegneristica elegante prima ancora che come forma. Ha lavorato con Zanotta, Flos e Kartell, e le opere realizzate con Achille sono esposte permanentemente al MoMA di New York. Muore prematuramente nel 1968, interrompendo un sodalizio professionale che aveva già ridefinito gli standard del design industriale italiano; Achille continuerà a lavorare da solo, ma il metodo dei due fratelli resta indissolubilmente legato al loro nome comune.

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Opere e prodotti