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Achille Castiglioni

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Achille Castiglioni
1918–2002

Achille Castiglioni si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1944 e inizia a lavorare nello studio condiviso con i fratelli Livio e Pier Giacomo, con cui firma i primi progetti nel dopoguerra. Dal 1952 lavora principalmente con Pier Giacomo, formando uno dei sodalizi più fecondi del design italiano, fino alla morte di quest'ultimo nel 1968. Il metodo di Achille nasce dall'osservazione minuziosa degli oggetti d'uso comune e dei loro difetti: uno sgabello da mungitura diventa lo sgabello Mezzadro, un fanale d'automobile la base della lampada Toio, un tubo di scarico il corpo della lampada Parentesi. Questo approccio, insieme ironico e rigorosamente funzionale, gli permette di ridisegnare da zero anche oggetti apparentemente già perfetti, come la spremiagrumi o la sedia impilabile. Ha lavorato per aziende come Zanotta, Flos, Alessi e Kartell, firmando pezzi entrati nella collezione permanente del MoMA di New York, tra cui la lampada Arco (con Pier Giacomo) e la Toio. È stato insignito di sette Compassi d'Oro, il riconoscimento più alto del design italiano, e ha insegnato progettazione al Politecnico di Milano e al Politecnico di Torino, formando generazioni di designer. Morto nel 2002, resta una figura centrale per aver dimostrato che ironia e rigore progettuale non sono in contraddizione: i suoi oggetti fanno sorridere restando, allo stesso tempo, esempi di soluzione tecnica esatta.

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